Passa ai contenuti principali

Difficoltà delle camminate - cose da sapere

 


In ogni volantino delle camminate trovate, nella parte dedicata ai "dettagli della camminata", alcune informazioni importanti.

Per ogni camminata viene comunicata la DIFFICOLTA' TECNICA.

Questo grado di difficoltà, espressa in facile/medio/difficile, si riferisce a "dove si mettono i piedi". 

Livello facile: percorso si strade bianche, stradelli poderali e di campo, strade asfaltate, mulattiere, sentieri larghi.

Livello medio: percorso su sentieri stretti, acciottolati, pietraie, pascoli, tracce di sentiero, pendii a tratti ripidi. Possibili tratti scivolosi.

Livello difficile: percorso su terreno impervio e infido, pietraie, tratti esposti, nevai, sentieri disconnessi, esposti, rocciosi. 

Per ogni camminata viene poi comunicato il livello di IMPEGNO FISICO.

Il grado di impegno si riferisce a "quanta fatica si fa".

Impegno facile: camminate con dislivelli contenuti sia in salita che in discesa - tra 0 e 300 metri.

Impegno medio: camminate con dislivelli più elevati che vanno da 300 a 500 metri sia in salita che in discesa. Tratti con pendenza o con tratti che richiedono allenamento, attenzione e passo sicuro.

Impegno difficile: camminate con dislivelli elevati che vanno da 500 metri in su, sia in salita che in discesa. Necessario buon allenamento, passo sicuro, attenzione. 

Chiedo dunque, a chi si iscrive, di voler valutare al meglio la propria condizione fisica e anche la propria voglia di camminare e di stare con gli altri.

Chiedo, in poche parole, di voler valutare il proprio stato di forma in relazione ai propri piccoli o grandi acciacchi e di valutare la voglia di stare in gruppo che significa a volte venirsi incontro.

Ricordo infatti che partecipate ad escursioni di gruppo e ognuno dei partecipanti è responsabile anche del divertimento e del buon corso della giornata di tutti gli altri. 

TRADUCO: io cammino normalmente ( diciamo 3,5 km/medi orari ) e lentamente dove ci sono difficoltà. Mi fermo diverse volte lungo il percorso. Ma....   

Se una persona è abituata a correre, fa 5 km orari di media, ha fretta e non intende aspettare gli altri, le mie camminate non sono adatte. 

Se una persona va piano, stile processione del Corpus Domini, soffre in modo particolare ed estremo salite e discese, ha ginocchia compromesse, acciacchi importanti e non può camminare a una velocità normale (diciamo 3,5 km/medi orari), le mie camminate non sono adatte. 

In tutte le escursione sono OBBLIGATORIE le SCARPE DA TREKKING, impermeabili e con buona suola. Perché la sicurezza è la prima cosa. 

La buona riuscita della giornata dipende sempre da ognuno di noi!

Buoni cammini! 

eleonora

Post popolari in questo blog

Scarpe da trekking: chi più spende meno spende, o meglio, chi più spende si fa meno male e fa meno fatica.

  Questo piccolo “trattato semi-serio” vuole spiegare, spero con chiarezza, il perché sia utile e necessario indossare le cose giuste ai piedi quando si decide di andare a camminare. Sono i piedi che ci portano in giro e dobbiamo averne cura e rispetto altrimenti, come moltissimi hanno già testato personalmente, con non pochi pentimenti, la vendetta dei piedi maltrattati arriverà funesta e puntuale e prevede: slogature, cadute, sbucciature, tendiniti, dolori alle gambe, dolori alla schiena e conseguente abbandono dell’hobby delle camminate. Dopo tanti anni che faccio la guida ambientale mi stupisco ancora delle tante persone che si intestardiscono di approcciarsi a questo hobby/sport/passione con calzature non adeguate. Tra l’altro spesso con forte “impermalosimento” nel caso ci si permetta di dare un consiglio. Non è raro, vi assicuro, che, nonostante le istruzioni date più e più volte, si presentino la mattina alle camminate persone con scarpe, come dico io, “da tapis roulant”

Fare la guida è un lavoro serio. Vi portiamo a “giocare” ma per noi non è un gioco.

  Vi portiamo a “giocare” ma per noi non è un gioco. Fare la guida è un lavoro serio. Perché scrivo questo? Perché in tanti anni che faccio la guida, ho come l’impressione che tutti quei lavori e mestieri legati al gioco, alle distrazioni e al divertimento, non siano considerati lavori seri. Per me fare la guida è questo: camminare, conoscere, creare socializzazione ma è anche e soprattutto una grande responsabilità perché le persone ti affidano il proprio tempo libero. Ho molto rispetto del tempo più prezioso che ognuno di noi ha nella vita, quello in cui siamo liberi dai doveri quotidiani e si cerca nella natura e in un piccolo viaggio, un pò di distrazione, allegria e nuove conoscenze. Fare la guida (turistica o ambientale che sia) non è un lavoro qualsiasi, ma è una professione vera per la quale c’è bisogno alla base di grande preparazione e senso di responsabilità. Per prima cosa una preparazione culturale. A questa si aggiunge una preparazione tecnica e fisica. Una guida